La Trilogia della Maddalena

  • Homepage
  • Le news
  • Libro I: Il vangelo di Maria Maddalena
  • Libro II: Il libro dell'amore
  • Libro III: La stirpe di Maria Maddalena
  • L'autrice
  • I luoghi e i dipinti
  • La musica
  • Le curiosità
  • Le letture consigliate
  • Le pubblicazioni estere
  • I contatti

I dipinti del romanzo

Clicca sulle miniature per ingrandire l'immagine.

Tammy si accorse di un biglietto accluso al documento e legato a un minuscolo specchio dorato. La carta del biglietto era raffinata, una pesante pergamena, goffrata con uno strano monogramma. Una A in stampatello era legata a una E in stampatello tramite un elegante cordone ornato di nappe, che si annodava in mezzo alle due lettere. La cosa in sé non era tanto insolita; ciò che rendeva strano il monogramma era che la E era girata al contrario, quasi fosse un'immagine speculare della A. Era la firma in fondo alla pagina la cosa più singolare. Marcata ed elaborata, era stata di sicuro fatta a mano con l'inchiostro, eppure sembrava una sorta di sigillo, con una croce latina disegnata fra le lettere.Maureen tirò fuori il suo taccuino e la riscrisse su una sola riga. Diceva:MATILDA DEI GRATIA SI QUID EST Che apparentemente significava: Matilde, che per grazia di Dio è. Sotto le lettere c'erano altri due simboli: uno sembrava una versione stilizzata della lettera H, anche se le stanghette verticali erano ondulate; l'altro le parve subito familiare. La mano di Maureen corse alla collana che indossava, un regalo che Bérenger le aveva fatto per il suo ultimo compleanno. Era un delicato ciondolo tempestato di diamanti, un paio di corna a spirale: il glifo astrologico che indicava il segno dell'Ariete. Il Maestro aprì la scatola di legno che era appoggiata sul tavolo e tirò fuori un rotolo di pergamena. Questo era legato con un nastro di seta scarlatta con sopra dei diamanti ricamati con il filo dorato. (...) Matilde srotolò la pergamena e vide che c'era il disegno stilizzato di un fiore. Sei grandi petali tondi intorno a un cerchio centrale. «Questa rosa a sei petali è il simbolo del Libro dell'Amore, Matilde. E con essa imparerai i segreti del Pater Noster.» Sotto la firma spiccava un simbolo che Matilde aveva già visto. Era lo stesso disegno che c'era sull'anello di rame di Isabella, quello a forma di disco che a volte si impigliava ai capelli di Matilde mentre la sua tutrice glieli intrecciava. Era formato da nove cerchi che danzavano intorno a una sfera centrale. Era un'immagine del paradiso, portata dai membri dell'Ordine per ricordarsi che non erano mai separati da Dio. Come in cielo, così in terra. Matilde non sapeva che quel simbolo era il sigillo di Maria Maddalena. Era uno dei segreti dell'Ordine. «Anche tu avrai un anello come questo, con il sigillo della Maddalena, quando avrai l'età per conoscere i misteri» le sussurrò Isabella. Sebbene fosse più piccolo dell'unghia del pollice di Maureen, l'astuccio era tuttavia ricco di particolari e ben conservato. Impressa sul coperchio d'argento c'era una miniatura che raffigurava la crocifissione. Ai piedi della croce, Maria Maddalena, in ginocchio, era avvinghiata ai piedi del suo amato morente. Stranamente, l'unico altro elemento - rappresentato con cura - era un tempio provvisto di colonne arroccato su un colle dietro di loro. Il tempio sembrava palesemente greco per la fattura, somigliava al Partenone, il santuario costruito sull'Acropoli di Atene per onorare la saggezza e la forza femminili. Bérenger lo riconobbe all'istante. «è un tempio che simboleggia la presenza di Sofia nella spiritualità» spiegò. «La conoscenza del divino femminile. Gli artisti associati alla dinastia lo usavano quando dipingevano la Maddalena per indicare che lei era la depositaria del sapere, così come le società segrete legate alle tradizioni della dinastia hanno fatto per secoli.(...)»

Copyright McGowan Media

« Indietro

Copyright © 2007-2011 Edizioni Piemme | Note Legali | Credits