Logo ABC NewsL'autrice de Il vangelo di Maria Maddalena commenta L'Ultima Cena

Una visione controversa di Gesù, Maria, i discepoli e Leonardo da Vinci di Kathleen McGowan.

3 agosto 2006 - Durante l'intervista a "Good Morning America", Diane Sawyer mi ha rivolto una domanda sul capolavoro di Leonardo da Vinci, L'Ultima Cena. In quest'epoca post Codice da Vinci, questa è diventata una domanda piuttosto comune, insieme a quelle relative all'unione fra Maria Maddalena e Gesù.

Viste le e-mail che sto ricevendo da questa mattina, pare che la mia risposta - ossia che secondo me quello seduto alla destra di Gesù è uno dei figli di Maria Maddalena - abbia lasciato di stucco diverse persone!
Io non credo che Leonardo da Vinci abbia ritratto Maria Maddalena nell'Ultima Cena. In realtà, credo che Leonardo non avrebbe mai ritratto volontariamente la Maddalena in uno dei suoi dipinti.
Storicamente sappiamo che Leonardo da Vinci era un misogino. Provava avversione per le donne; le odiava, come direbbe qualcuno. Pertanto l'ipotesi che fosse un sostenitore dell'ideale del femminino sacro, e in particolar modo di Maria Maddalena, non sta in piedi.

Nel mio romanzo, Il vangelo di Maria Maddalena, Leonardo da Vinci fa la sua comparsa, ma appare sotto una luce molto diversa da quella in cui la maggior parte dei lettori si è abituata a vederlo. Certo, i lettori de Il Codice da Vinci potrebbero inorridire nel vedere che dipingo Leonardo come un personaggio negativo, come un uomo che detestava le donne praticamente in qualsiasi veste e pertanto non poteva tollerare l'idea di una guida spirituale femminile o di un'unione sacra.
Ma io sono convinta che questo sia un ritratto più veritiero. Credo anch'io che Leonardo fosse a capo di una società segreta e che avesse inserito dei messaggi in codice nell'Ultima Cena (così come in altri dipinti, fra cui La Vergine delle Rocce), ma credo che questi fossero collegati a un'altra forma di eresia: l'eresia giovannita.
Grazie alle mie ricerche, ho scoperto che Leonardo era profondamente legato a un'organizzazione che venerava Giovanni Battista e riconosceva quest'ultimo come unico vero Messia. La setta eretica dei giovanniti si riferiva a Gesù sempre in tono dispregiativo definendolo un usurpatore, un "sacerdote malvagio" e uno dei responsabili, diretti o indiretti, della morte di Giovanni Battista.
Il mio romanzo presenta una versione piuttosto controversa della vita di Maria Maddalena e fuori da questo contesto potrebbe risultare difficile accettarla per coloro che non sono abituati all'idea. In ogni caso, al fine di spiegare la mia teoria riguardo all'Ultima Cena mi servirà di un elemento chiave della trama del mio libro (attenzione, potrei rovinarvi la sorpresa!).
Io credo che la Maddalena, in quanto principessa della casa di Beniamino, sia stata vittima degli accordi matrimoniali che da secoli vedevano protagoniste le donne delle famiglie reali. Era promessa a Gesù fin dall'infanzia (forse addirittura dalla nascita). Eppure, a causa degli sconvolgimenti nel panorama politico di quegli anni, quel fidanzamento fu rotto e andò in sposa a Giovanni Battista. Da questo primo matrimonio nacque un figlio maschio, anch'egli di nome Giovanni. Per non creare confusione, qui di seguito lo chiameremo il "Piccolo Giovanni". Io sostengo che Gesù, mosso dalla sua bontà e dalla misericordia, abbia sposato la Maddalena dopo la morte del Battista e che abbia adottato il loro bambino per allevarlo come proprio figlio. La mia idea che il Piccolo Giovanni fosse il Discepolo Prediletto, l'apostolo che Gesù amava più di tutti, nasce proprio da questo, dal fatto che era il figlio adottivo di Gesù.
Tornando al dipinto, era molto comune che l'adorato Giovanni venisse raffigurato con sembianze che oggi a noi possono sembrare femminili. Su Internet se ne possono trovare numerosi esempi. Questo doveva far capire che "l'uomo" del dipinto era un giovane, imberbe e con i capelli lunghi.
Inoltre Leonardo ha dipinto diversi soggetti maschili che possono essere considerati un tantino effeminati. E guardate bene i suoi ritratti di Giovanni Battista con i capelli lunghi e ricci… non notate una certa somiglianza?
I personaggi biblici si confondono spesso con quelli delle leggende a causa dei nomi simili. Sono fermamente convinta che nel caso di Giovanni sia accaduto proprio questo, poiché ce n'erano tanti che portavano lo stesso nome (lo stesso vale per le varie Marie).
Si è discusso molto sul fatto che il Santo Graal non compare nel dipinto, o forse sì. Per Leonardo da Vinci, un giovannita, l'unico "Graal" esistente poteva essere il vero erede di Giovanni Battista. Nel dipinto c'è il Graal: è il Piccolo Giovanni. Il figlio del Battista sarebbe diventato una pedina nell'aspra contesa che sarebbe durata centinaia o forse migliaia di anni.
Il mio libro tratta dell'acerrima rivalità sviluppatasi tra i giovanniti e i cristiani, una questione che ha influenzato avvenimenti e periodi storici molto importanti, specialmente nell'Italia rinascimentale.
La mano che nel dipinto compie il gesto di tagliare la gola al Piccolo Giovanni sembra quella di Pietro. In questo modo Leonardo voleva mostrare la rivalità fra i due: il gesto di Pietro, fondatore della Chiesa Romana, sta a simboleggiare lo scisma verificatosi fra i discepoli di Gesù e i seguaci del Battista.
Alla sinistra di Gesù, l'apostolo Tommaso - c'è qualche san Tommaso fra voi? - compie un gesto rivolgendosi a Gesù. Il significato di questo gesto è il monito "Ricordati di Giovanni" ed era un segno che i Giovanniti usavano per riconoscersi fra di loro.
L'Ultima cena dipinta da Leonardo da Vinci è la storia del grande scisma del cristianesimo avvenuto fra i seguaci di Giovanni Battista e i cristiani tradizionali.

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L'anello compare per la prima volta nel Vangelo di Maria Maddalena quando viene regalato a Maureen a Gerusalemme. Spesso mi chiedono se l'anello esista realmente, poiché il disegno ricorre sia nel Vangelo di Maria Maddalena sia nel Libro dell'Amore. Il disegno dell'anello nel Vangelo di Maria Maddalena in effetti è una riproduzione del manufatto originale.
L'anello mi è stato regalato in una circostanza che ricorda molto l'esperienza vissuta da Maureen nel libro, ossia da un uomo di nome Mahmoud in un esclusivo negozio di antichità nella città vecchia di Gerusalemme. Come per Maureen, anche per me era il primo giorno in quella città e, nel giro di poche ore, il mondo si è capovolto.
C'erano alcune differenze però. Io non ero sola (con me c'era Stacey, la mia amica-sorella, nonché intrepida compagna di viaggio), il che è stato un bene perché probabilmente da sola non sarei riuscita ad affrontare l'intensità di quell'esperienza... e sono lieta che ci sia una testimone di tutti gli eventi miracolosi che sono accaduti quel giorno e nelle settimane successive in Medio Oriente. Inoltre, poco prima, quello stesso giorno, era successa una cosa molto strana, che non ho inserito nel libro perché pensavo fosse «troppo». La realtà in effetti è molto più strana della finzione, e ho davvero moderato i toni di molte delle mie esperienze nel libro, allo scopo di renderle più facili da comprendere e da accettare.
Quando entrammo nella città vecchia quel giorno, inciampai su un ciottolo e caddi in avanti battendo violentemente su alcune pietre. Indossavo i sandali, perciò mi escoriai tutta la parte superiore dei piedi, oltre a graffiarmi entrambi i palmi delle mani. Mi fece un male del diavolo... per tutto il resto del mio soggiorno in Israele sembrò che avessi le stimmate. Una famiglia palestinese molto gentile vide la scena e mi invitò a entrare in casa, dove mi bendò mani e piedi.
Un'altra cosa che accadde fu che mi ostinai a voler pagare Mahmoud, il quale alla fine disse che avrebbe accettato un assegno americano come pagamento (ma credo che lo abbia fatto solo per farmi uscire dal negozio). Non lo incassò mai, e io sapevo che non l'avrebbe fatto. Ma il mio orgoglio mi impediva di andarmene senza dargli qualcosa.
Mi chiese anche se ero un'astrologa, non appena cominciai a guardare l'anello, e avemmo una lunga conversazione di circa un'ora e mezza sull'astrologia, sulla cosmologia e su alcune questioni generali della vita e della religione in Terra Santa, davanti a innumerevoli tazze di caffè turco molto forte e di tè alla menta. Mi informò che l'anello aveva dei legami con le stelle e che il disegno era molto importante. Questo fu tutto quello che mi disse, mentre studiava con interesse le ferite che mi ero appena procurata.
Era vissuto negli Stati Uniti per anni, perciò parlava un inglese impeccabile ed era davvero molto brillante. Era sicurissimo che io fossi «quella giusta», quando finalmente mi diede l'anello. Quindi nella realtà non è successo tutto cosí in fretta come nel romanzo.
Da quel momento il disegno dell'anello cominciò a comparire ovunque, persino nell'incisione medievale allo Château di cui parlo nel libro: il disco della cosmologia nell'incisione è identico al disegno dell'anello. Identico. C'era una versione in piccolo dell'incisione nella stesura originale del Vangelo di Maria Maddalena, ma nell'edizione su larga scala è stata eliminata.
Da allora iniziai a trovare il disegno in numerosi dipinti rinascimentali, di cui tratterò nel terzo volume della trilogia, Il Principe Poeta, ma soprattutto restai esterrefatta nel trovare disegni molto simili provenienti da altre culture. Al momento sono in possesso di questo scarabeo egizio che ha quasi 4.000 anni:
Uno dei miei lettori mi ha mandato la foto riportata in cima alla pagina seguente. è un'immagine di Kwan Yin, che somiglia molto a Maria Maddalena come simbolismo e raffigurazione della compassione. Questo disegno si trova sulla nuca della dea.
(Grazie, MJ!)
Nel Libro dell'Amore ho approfondito il significato del simbolo, pertanto non rivelerò nulla qui per non rovinare la lettura!
Un mucchio di gente mi chiede di poter riprodurre il disegno su gioielli - e persino su tatuaggi! - cosí sto collaborando con la mia associazione di beneficenza preferita, Made by Survivors, per creare dei gioielli con questo disegno allo scopo di raccogliere fondi e sensibilizzare le persone affinché si metta fine al traffico di esseri umani e alla schiavitù.
Nel ritratto greco della Maddalena che si trova nella Basilica del Santo Sepolcro l'anello compare all'anulare di Maria. Qui ho calcato un po' la mano ai fini del libro, poiché è impossibile vedere il disegno su quell'anello a causa dell'età e del deterioramento del dipinto: in realtà sembra più una sorta di fede nuziale ed è questo quello che lo strano ometto voleva mostrarmi (sí, conosceva il mio nome e no, non ho idea di come facesse, guardate più avanti dove ne parlo in dettaglio). Nel libro gli ho attribuito lo stesso disegno del mio anello, collegando il tutto per creare maggiore effetto, perché sapevo che non sarei stata in grado di includere nella narrazione tutti gli altri luoghi in cui avevo visto il disegno. La definisco una licenza poetica e vi prego di chiudere un occhio.
Ma il disegno è presente in vari trattati alchimistici, documenti, edifici e incisioni come simbolo della cosmologia, del concetto «come sopra, cosí sotto» e del regno dei cieli. Ho anche trovato - e posseduto - anelli simili che risalgono al quarto o quinto secolo. Gli scettici hanno ipotizzato che sia semplicemente un «anello da rosario», ma questa teoria ha molte pecche, ovviamente: in primis il fatto che il rosario non esisteva in epoca bizantina, cioè quella in cui sono stati realizzati questi anelli! Gli scettici dovrebbero studiare di più.
Non so con esattezza quale sia l'origine di questo anello. Mi piacerebbe credere che appartenesse a un ulteriore seguace della Maddalena di epoca bizantina, ma non ne ho idea. è impossibile datarlo con precisione, ma io ci ho provato: sappiamo che risale al massimo al settimo secolo e probabilmente a un periodo antecedente. C'è stato un esperto di gioielli antichi che mi ha chiesto il permesso di pulirlo, per poterne osservare meglio la lavorazione, ma io mi sono rifiutata. Non voglio pulirlo, lo voglio esattamente cosí come mi è stato dato. L'età e l'ossidazione rappresentano il passare del tempo, e io non voglio cancellarlo. (Da notare: nell'ultimo anno ogni traccia di ossidazione è sparita e l'anello è tornato splendente... ma non l'ho mai pulito. è rimasto «sporco» per quasi dieci anni e poi, in brevissimo tempo, ha cominciato a cambiare.)
Per attuare il mio impegno nel combattere i mali del traffico di esseri umani in tutto il mondo, mi sono unita a Sarah Symons e alla sua associazione, Made by Survivors, per realizzare qualcosa che ritengo davvero speciale. Insieme a Made by Survivors sto partecipando a un progetto che promuove l'occupazione per le donne che sono sfuggite all'incubo del traffico di essere umani, per far sí che siano al sicuro e indipendenti. Made by Survivors ha creato una linea di gioielli unisex ispirata al simbolo presente sul mio anello, l'anello di Maureen e di Matilde, noto anche come il Sigillo di Maria Maddalena. è un simbolo di altruismo, del nostro bisogno, in quanto esseri umani, di creare il paradiso sulla terra imparando ad amare il nostro prossimo come noi stessi. Rappresenta l'amore come Eunoia, l'amore compassionevole improntato all'altruismo. Ed è un memento che ci ricorda che non siamo mai separati da Dio.
Tutti i profitti derivanti dalla vendita di questi gioielli verranno devoluti alle coraggiose sopravvissute che disegnano, realizzano e vendono i prodotti.
I gioielli saranno disponibili a partire dalla primavera 2009. Per ulteriori dettagli tornate a visitare il sito .
Grazie per l'attenzione!